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Sabato, 17 Febbraio 2018

Come scegliere un buon nome di dominio per siti ed ecommerce

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Ben ritrovati sul mio blog!

Un progetto editoriale dalle buone premesse ha bisogno di mostrarsi al pubblico con un nome di dominio originale, accattivante e facile da ricordare: si tratta non soltanto di scegliere una combinazione di parole chiave che risulti facilmente comprensibile dai motori di ricerca, ma anche di individuare una scelta di termini indicativa e originale.

La scelta di un nome di dominio è parte integrante della tua strategia di promozione nel web ed è destinato a protrarre i suoi effetti nel tempo (prova ad immaginare in quanti cercheranno il tuo brand su Facebook oltre che su Google con il nome del tuo sito)

Come deve essere un buon nome di dominio?

La scelta del nome di un sito web è influenzata dall'esigenza di essere facilmente ricordabile e allo stesso tempo immediatamente comunicativo: esso deve chiarire in poche lettere l'attività del brand e allo stesso tempo distinguersi dagli altri progetti già nella mente degli utenti.

Un nome essenziale di poche lettere inoltre espone meno alla possibilità di errori di battitura ed è più facilmente condivisibile sui social network.

TI consiglio di evitare trattini separatori, underscore, doppie lettere adiacenti (es. “agenziaaugusto” per Agenzia Augusto) e scelte di vocaboli che potrebbero essere fraintesi: se prediligi i termini inglesi assicurati che il tuo pubblico sia in grado di pronunciarli agevolmente, in caso contrario rischi di perdere molte visite per errate digitazioni sui motori di ricerca.

Perciò, un buon nome di dominio dovrebbe essere:

  • il più corto possibile
  • facile da ricordare e da rintracciare sui diversi media
  • originale e difficilmente confondibile con altri (se il tuo cognome è un comune Rossi, ad esempio, potresti associarlo ad una keyword più indicativa oppure ometterlo in favore di un nome inventato meglio riconoscibile) • suggerire curiosità e originalità, qualità che favoriscano la memorizzazione

 

anatomia dominio

 

Come scegliere un dominio di primo livello?

Per prima cosa, devi scegliere il dominio di primo livello (TLD), ovvero la componente che appare dopo la parte www. e il nome di dominio: essa che può suggerire il genere di attività oppure la nazionalità del progetto. Ad esempio, possiamo avere dei TLD nazionali (.it per l'Italia, .fr per la Francia ecc.) così come .org per generiche organizzazioni, .com per le attività commerciali e via dicendo.

Se il tuo business non si estende al di fuori dell'Italia (ad esempio, nel caso di attività locali che mirano a intercettare principalmente ricerche del territorio) puoi optare per il .it, nel caso di attività commerciali dal pubblico più vasto un .com è tendenzialmente più indicato.

In generale, potrei dire che un pubblico italiano ha la percezione di rivolgersi a un brand del proprio Paese quando scorge l'estensione .it, ma il.com è una scelta motivata per gli ecommerce che puntano appunto sul proprio obiettivo commerciale.

Naturalmente, se il tuo brand è già noto, ti conviene acquistare sia la versione nazionale del primo dominio che quella generica, per evitare che un competitor scelga l'estensione libera per approfittare della tua notorietà e acquisire visite a tue spese.

Non ti consiglio di appropriarti di tutte le varianti possibili dello stesso nome di dominio, ma di acquistare le estensioni principali (.com e .it in primis) per sottrarle ai tuoi concorrenti e impostare un redirect da l'una all'altra per facilitare la navigazione dei visitatori.

Come scegliere un dominio di secondo livello

La parte del nome di dominio che rimane impressa nella mente degli utenti è il dominio di secondo livello, per intenderci la parte tra il www. e il dominio di primo livello.

Il nome di dominio deve trasmettere immediatamente il significato dell'attività aziendale ma anche rendersi riconoscibile per il nome stesso del brand, risultare facilmente memorizzabile ma non essere oltremodo lungo.

Sembra facile? Niente affatto!

La scelta del dominio di secondo livello è uno dei passaggi più delicati e può richiedere anche settimane di pianificazione.

L'ideale, secondo me, sarebbe generare una combinazione del tipo:

  • nome brand + località (se si vuole puntare su un nome attività rilevante e su uno specifico territorio)
  • nome brand + keyword (se si vuole puntare su una attività associata ad uno specifico segmento di business)
  • località + keyword (se si vuole puntare sul non su un brand autorevole ma sulle ricerche organiche legate a un settore e a un territorio)

In generale, se punti molto sulla tua identità di brand (ad esempio se operi trasversalmente in più settori oppure se hai alle spalle una nomea che ti rende già riconoscibile) ti conviene includere il nome della tua azienda nel dominio, se invece si tratta di una attività neonata oppure estemporanea potresti puntare sulle chiavi di ricerca e sulle località per indicare direttamente il business a cui ti rivolgi.

Il fattore località può rivelarsi un'arma a doppio taglio qualora tu decida di espanderti oppure di concentrarti in un determinato territorio: ad esempio, un'agenzia turistica che opera solamente a Catania potrebbe non essere interessata a domini come “turismosicilia”, “viaggisicilia” perché sarebbero troppo generici e fuori target.

Se sei incerto sul ragionamento da seguire per scegliere il tuo nome di dominio, puoi ovviamente controllare cosa fanno i tuoi concorrenti per capire se nel tuo settore conviene optare sul nome azienda oppure su quello dell’attività.

Quanto deve essere semplice un nome di dominio?

Rispondere a questa domanda presuppone una buona conoscenza del target al quale ci si intende rivolgere: ci sono tecnicismi e termini in altre lingue che non risultano sempre facilmente comprensibili e men che meno memorizzabili, pertanto includerli nel nome di dominio porterebbe a digitarlo più facilmente con errori.

Più un nome è breve maggiore sono le probabilità che rimanga impresso nella mente del pubblico, perciò ti sconsiglio di optare per nomi di dominio superiori alle 15/20 lettere che diventano farraginosi da digitare.

Considera anche che nella navigazione da mobile, a causa della dimensione dei dispositivi, gli errori sono dietro l'angolo, perciò numeri e caratteri strani possono facilmente confondere gli utenti.

Quante keywords devo inserire nel nome di dominio?

Qualche anno fa acquistare domini perfettamente corrispondenti all'argomento per il quale ci si voleva posizionare era una mossa che dava buoni frutti in quanto Google prestava molta attenzione alla presenza delle parole di interesse all'interno del nome del sito.

In seguito la situazione si è capovolta, ed esagerare con le keywords portava a penalizzazioni per corrispondenza di dominio esatta: si è passati da un eccesso all'altro!

Oggi preferisco personalmente né eccedere con le parole chiave né trascurarle, perché ritengo abbiano ancora un’effettiva incidenza sulla valutazione dei motori di ricerca: un buon compromesso mi sembra una combinazione del genere “nome brand + keyword” perchè permette sia di comunicare il nome dell'attività che associarlo all'argomento per il quale si vuole scalare le serp.

Come scegliere un altro nome di dominio se quello a cui hai pensato è già occupato?

Se il dominio dei tuoi sogni è già occupato, puoi valutare alcune alternative:

  • optare per un'altra combinazione di parole come ti ho sopra illustrato
  • variare il dominio di primo livello tra .it, .com, .net ecc. (opzione da valutare molto attentamente)
  • scegliere una variante delle parole chiavi inerenti al tuo business, magari attraverso uno di questi tool per scegliere le keywords
  • nel caso non sia attivamente utilizzato, puoi contattare il proprietario e chiedere un'offerta ragionevole

Oggi sono disponibili inoltre diverse estensioni che indicano con precisione i generi di attività (.business, .tech ecc) che possono essere valutate caso per caso per decidere se siano adeguate o meno al nostro caso. Possono essere utili per trasmettere in maniera immediata un'indicazione sul genere di attività (anche se continuo a preferire i domini “tradizionali” che appaiono al pubblico come indubbiamente degni di fiducia).

E tu, che cosa ne pensi? Credi che questi consigli possano aiutarti a scegliere un nome di dominio davvero efficace?

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Gianluigi Canducci

Gianluigi Canducci

Web Designer freelance con esperienza in campo SEO e Social Media Marketing con oltre 10 anni di esperienza. Vivo a Cervia ma lavoro anche a Rimini, Forlì e Cesena e Ravenna e più in generale su tutto il territorio nazionale.

Offro servizi di Copywriting in ottica SEO per creare testi adatti a promuovere attività e brand locali sui motori di ricerca, aiuto professionisti e imprenditori in Emilia Romagna e oltre a sviluppare campagne pubblicitarie sui Social Network per promuovere eventi e attività sul territorio. Realizzo e gestisco siti aziendali, e-commerce e blog, curo campagne promozionali per i social media e creo newsletter per aziende e professionisti locali.

Anche se sono un freelance amo lo stesso lavorare in team! Nel corso degli anni ho messo insieme una squadra di professionisti specializzati con cui collaboro per offrire ai miei clienti un servizio ancora più ricco, completo e vantaggioso.

Hai bisogno di una consulenza? Sono qui per aiutarti, contattami senza impegno.

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