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Martedì, 06 Novembre 2018

Formattazione, user experience e SEO: cosa devi sapere

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Ben ritrovati sul mio blog!

Come abbiamo visto, i buoni contenuti sono fondamentali per il successo di un progetto editoriale sul web. Tuttavia, anche l'occhio vuole la sua parte, e ciò vale sia per gli utenti che per i motori di ricerca.

Ok, aver ingaggiato un professionista per la realizzazione del nostro sito web è una buona cosa ma sappi che un buon uso della formattazione del testo migliora la leggibilità del contenuto, spingendo le persone a passare più tempo all'interno del portale e riducendo il bounce rate e questo aumenta la possibilità che i motori di ricerca comprendano pienamente il significato di quanto scritto.

Google infatti cerca di presentare contenuti quanto più possibile attinenti all'intento di ricerca dei navigatori, e per fare ciò ha bisogno di appurare in maniera inequivocabile il senso delle pagine del web scansionate.

Perché la formattazione è importante per il lettore e per il posizionamento?

Una risorsa web ben fatta deve essere in grado di rispondere all'esigenza – informativa, navigazionale o transazionale – del destinatario in una forma efficace e facile da fruire. La formattazione serve a fornire una struttura ottimale del testo che permetta alle persone di trovare le informazioni di cui hanno bisogno con il minore sforzo possibile.

La formattazione aiuta a trovare a colpo d'occhio le informazioni più importanti e a guidare l'utente verso le parti più importanti della pagina.

Il grassetto permette di mettere in risalto le parole più importanti all'interno della frase e che non devono assolutamente sfuggire al lettore.

Un tempo il grassetto serviva in maniera abbastanza rilevante a fornire una spinta in più per il posizionamento, siccome veniva impiegato per mettere in evidenza le parole chiave rilevanti a Google.

Oggi probabilmente conserva ancora un piccolissimo valore a fini SEO, che comunque deve fare i conti con fattori molto più preponderanti come il tempo di caricamento, i backlink ecc.

Un testo piatto, uniforme, privo di qualsivoglia elemento in risalto è poco differente da un muro di testo che affossa la voglia di giungere fino in fondo.

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Agli antipodi, c'è l'uso smodato del grassetto nel vano tentativo di rendere tutto il testo più interessante, ma che finisce piuttosto per affaticare lo sguardo e dare l'idea implicitamente che ogni parte del contenuto sia uguale alle altre. Personalmente, ti suggerisco di creare una mappa visiva attraverso il grassetto che attraversi la pagina formando una sorta di percorso.

Come abbiamo scoperto parlando delle mappe di calore, le persone focalizzano la loro attenzione su determinate zone della pagina e attraverso una mappa di grassetto possiamo selezionare parti di discorso di senso compiuto per indirizzare i lettori verso le call to action.

Il corsivo serve in genere a segnalare un'espressione in una lingua diversa dalla nostra – come una locuzione in latino – oppure un termine che ha un significato diverso da quello testuale (ad esempio quando si vuole sottolineare un senso particolare) ma non è sempre così.

Nel caso si debba abbondare con le parole provenienti da altre fonti, ad esempio le citazioni di altri autori – conviene racchiudere il tutto nel tag <blockquote> che consente di separare il testo scritto di nostro pugno da quello in risalto.

Il testo sottolineato, quando si parla di copywriting per siti web, è da intendersi quasi esclusivamente per i contenuti ipertestuali, i link interni ed esterni: il lettore si aspetta di riconoscerli appunto in questa maniera e di attivarli con un click. Per questo è una cattiva abitudine usare il sottolineato come un sostituito del grassetto per mettere in risalto delle parole, in quanto può frustare gli utenti che finiscono per cliccare inutilmente aspettandosi l'attivazione di un link.

Le parole barrate possono avere un duplice significato:

possono avere un senso ironico, dove la prima parola viene corretta dalla seconda, ma in realtà l'autore vuole apertamente far capire di essersi ripreso:

<<Questo prodotto viene regalato offerto a un prezzo davvero conveniente>>

oppure possono servire a mostrare dei paragrafi che erano validi nel momento in cui sono stati scritti, ma dopo non lo sono più. Può essere il caso ad esempio delle liste di tools che con il passare del tempo non sono più funzionanti ma che si vuole lasciare comunque visibili.

Formattazione, leggibilità e SEO: come curarle al meglio

Una formattazione con un testo ben leggibile deve essere distinto in paragrafi, <p></p> ciascuno rivolto a sviscerare un determinato sotto argomento. Se ci fai caso, ognuno degli articoli del mio blog presenta al proprio interno delle sezioni introdotte da un tag <H> che forniscono a Google un chiaro segnale sul proprio contenuto.

Se vuoi approfondire, all'interno di ciascun paragrafo dei determinati argomenti, puoi racchiuderli all'interno di sotto paragrafi circoscritti da tag <H> di grado inferiore.

Possiamo avere quindi una formattazione con una struttura di questo genere:

  • Tag <H1>: il titolo dell'articolo per il lettore
    • Tag <H2>: i titoli dei singoli paragrafi
      • Tag <H3>: i titoli degli argomenti più definiti

e via dicendo utilizzando tutti i tag necessari a generare una stratificazione ideale per la comprensione del lettore.

Questi paragrafi possono costituire anche una traccia per un’efficace mappa cliccabile all'interno della pagina: nel caso di articoli molto lunghi, puoi trasformare i tag di ogni sezione in un'ancora collegata ad un menu ad inizio pagina che rende molto facile ai lettori raggiungere direttamente la parte di interesse. Proprio come sto facendo io col mio blog. L’indice che trovi ad inizio pagina è collegato con i titoli H contenuti nell’articolo. Questo, oltre ad aiutare gli utenti nella navigazione dell’articolo, fornisce a Google ulteriori segnali sulla stratificazione dei contenuti e perciò sulla loro comprensione.

Ti va di raccontarmi come utilizzi la formattazione per migliorare la lettura delle tue pagine web?

E ricorda sempre: se premi i tuoi utenti, anche Google premierà te!

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Ultima modifica: Martedì 06 Novembre 2018

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