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Giovedì, 01 Febbraio 2018

Spunti e suggerimenti di ottimizzazione SEO per ecommerce

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Ben ritrovati sul mio blog!

Sono Gianluigi Canducci, mi occupo del posizionamento dei siti web sui motori di ricerca a Forlì Cesena e zone limitrofe, realizzo siti web a Rimini e su tutto il territorio nazionale. Inoltre mi occupo di Social Media Marketing per promuovere le aziende e professionisti al fine di ottenere più visibilità ed accrescere la reputazione del loro brand.

L’importanza dell’ottimizzazione SEO per gli ecommerce

L’ottimizzazione SEO consiste in una serie di tecniche estremamente importanti da adottare per garantire una corretta comprensione dei contenuti da parte dei motori di ricerca - Google in primis - che potranno così essere scoperti con più facilità dal tuo target.

Nel caso degli ecommerce ciò assume una rilevanza ancora più consistente, in quanto maggiori visite si ottengono, maggiori segnali si forniscono ai motori di ricerca sulla notorietà del portale e più facilmente si potrà essere considerati per apparire tra i primi risultati.

Inoltre, da una maggiore popolarità del sito deriva anche una crescente domanda di crawl, ovvero Google si impegnerà a scansionare più frequentemente il portale per segnalare agli utenti nuovi contenuti recenti con maggiore frequenza.

Vediamo quindi alcuni aspetti degli ecommerce da ottimizzare lato SEO che possono aiutarti a raggiungere una audience più vasta ma meglio profilata.

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La scelta delle keywords per l’ottimizzazione degli ecommerce

La scelta del nome di dominio di un nuovo progetto dovrebbe vertere sull’unire un richiamo diretto all’identità del brand aziendale (per renderlo immediatamente riconoscibile) e al genere di target al quale ci si intende rivolgere: alcuni studi evidenziano come la presenza di una keyword influisca positivamente sul ranking, pertanto potremmo optare per una combinazione nome “brand + keyword” oppure “keyword + località” che non lasci dubbi sul genere di attività e che ci permetta di differenziarci da eventuali altri esercenti omonimi.

Una buona ricerca delle keywords permette di evitare le parole chiave ormai presidiate da competitor troppo impegnativi e di saltare quelle che non veicolano un interesse di ricerca sufficientemente interessante. Ottimizzare ogni pagina per una singola chiave di ricerca a coda lunga è un approccio “old style” che non rappresenta né il modo con cui Google associa le ricerche ai risultati a disposizione né il modo di ragionare delle persone.

In effetti, ogni singola esigenza di informazioni può essere espressa in una miriade di forme diverse che stanno tutte a indicare la stessa necessità:

Le keywords sono uno degli elementi fondamentali che servono per trasmettere in maniera inequivocabile ai motori di ricerca segnali sull’argomento dei contenuti in questione.

I vari meta tag presenti nelle pagine servono a comunicare queste informazioni, e in particolare possiamo ottimizzare i seguenti campi:

  • Title: il titolo da sottoporre ai motori di ricerca
  • la Description: la descrizione del contenuto della pagina che - sebbene non rivesta un valore SEO propriamente detto - è estremamente utile per suggerire il valore delle soluzioni offerte e invogliare il lettore a entrare
  • Tag H1, H2 e successivi: i titoli dei paragrafi contenuti nella pagina possono essere impiegati per definire con chiarezza gli argomenti trattati e le keywords attinenti a essi
  • Il contenuto dell’articolo: testi scritti per gli utenti (ma con un occhio ai motori di ricerca) richiedono l’impiego di un dizionario variegato intorno ai temi di interesse
  • Categorie: la suddivisione dei prodotti garantisce un chiaro significato del genere di prodotti racchiusi all’interno di ogni categoria
  • Tag: il sistema di archiviazione trasversale a quella delle categorie permette di fornire una chiara indicazione degli articoli attinenti ad un determinato argomento ai motori di ricerca e li aiuta a scoprire nuovi contenuti

Migliorare la user experience per ecommerce

Molti ecommerce si limitano a riportare nelle proprie pagine prodotto le schede fornite dal produttore, producendo in questo modo liste di caratteristiche del tutto identiche a quelle dei nostri competitor. Se il nostro portale ospita centinaia di prodotti e riscrivere appositamente i testi richiederebbe tempi consistenti, possiamo provvedere a redigere una lista dei prodotti più importanti in termini di fatturato oppure per attinenza al business per decidere una priorità di interventi di riscrittura ai quali dedicarci.

In questo video, Giorgio Tave riassume efficacemente alcuni spunti che possono riguardarci su come migliorare l’esperienza di fruizione dei visitatori degli ecommerce: si spazia dal riscrivere i contenuti dei prodotti più rilevanti per il nostro business all’introduzione di un motore di ricerca per agevolare l’individuazione di contenuti di interesse, senza dimenticare ovviamente l’attenzione verso la propria community e di prestare sempre un occhio all’evoluzione tecnologica del proprio settore.

Anche le immagini rivestono un ruolo fondamentale nella definizione del contesto delle pagine prodotto e nel sostenere le call to action al suo interno: l’attributo ALT delle immagini tra l’altro può essere considerato al pari di quello della pagina, come ha ribadito anche John Muller.

Le immagini costituiscono un elemento a supporto delle call to action e aiutano ad aumentare la rilevanza della pagina rispetto alla query degli utenti per la quale ci si vuole posizionare.

Molto conveniente è quindi ottimizzare le immagini per le chiavi di ricerca che ci interessano specialmente negli elementi di:

  • nome file: il segnale più chiaro sul concetto dell’immagine, meglio rinominare possibilmente il file in maniera concisa e descrittiva
  • didascalia: uno spazio aggiuntivo nel quale eventualmente precisare il contenuto oppure la provenienza delle immagini
  • tag ALT: utile a fornire un testo alternativo leggibile dai motori di ricerca
  • tag Title: un contenuto aggiuntivo del significato dell’immagine, visualizzabile in occasione del passaggio del mouse sopra di essa, sicuramente utile per l’utente

Un altro problema (immaginario?) che affligge soventemente i proprietari degli ecommerce è il timore di essere penalizzati a causa della duplicazione di contenuti (in particolare, schede tecniche) ereditati in toto dal sito dei produttori. In realtà, come forse hai già letto nel mio articolo sulle penalizzazioni, Google sa molto bene che esistono contenuti che necessariamente devono essere ripetuti per offrire risposte effettive alle richieste di informazioni, e che soprattutto non costituiscono tentativo di frodare il visitatore. Se si tratta di informazioni necessarie a soddisfare i bisogni degli utenti puoi quindi tranquillamente includerle nelle tue pagine, magari variandole leggermente in relazione al tipo di ricerche alle quali ti rivolgi.

La velocità di caricamento, anche se non fosse un fattore di posizionamento diretto, indubbiamente incide sul gradimento dei visitatori, in quanto eccessivi tempi necessari per la visualizzazione disaffezionano gli utenti e rendono più arduo portarli fino al termine del funnel di vendita.

Fortunatamente esistono svariati strumenti per appurare quali fattori incidono sui tempi di caricamento, in particolare il Pingdom Speed Test e il Google PageSpeed Insights, che ci aiutano a visualizzare le risorse grafiche che incidono pesantemente.

Progettare un’architettura funzionale all’utente significa pensare ad una disposizione dei contenuti che possano essere individuati nel minore tempo possibile e con un ridotto numero di passaggi: distribuire i prodotti all’interno di sotto categorie a cascata comporta rallentare il processo di acquisto (con conseguente rischio di abbandono) e dando a Google un’impressione di scarsa importanza. Conviene pertanto concepire la posizione dei prodotti in maniera tale che siano il più possibile vicini alla Home page e raggiungibili se possibile con meno di 3 click.

L'importanza del blog aziendale per l'ecommerce

Non posso non dedicare infine un accenno anche al blog aziendale per ecommerce: introdurre nel proprio portale una sezione dedicata alle informazioni inerenti il proprio business consente di intercettare i visitatori all’interno dello zero moment of truth (la fase di ricerca informativa che introduce i navigatori all’interno del funnel di vendita).

Si tratta quindi di realizzare un piano editoriale sviluppato a partire dalle esigenze frequenti del proprio target. Contenuti di qualità, esaustivi rispetto all’intento di ricerca e quanto più possibile originali servono ad aumentare la rilevanza nella mente dei consumatori del brand rispetto al settore in questione. Un portale specializzato nella vendita di prodotti per il giardinaggio può ospitare ad esempio un blog aziendale sulle tecniche per proteggere le proprie piante da parassiti, curarle dalle intemperie, quali concimi sono più adatti per favorirne la crescita ecc, al fine di diventare un autorevole punto di riferimento per la propria audience.

E tu, che cosa ne pensi? Quali considerazioni metti a punto per ottimizzare la struttura del tuo ecommerce?

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Ultima modifica: Mercoledì 22 Agosto 2018

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