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Sabato, 17 Ottobre 2020

Freelance o Agenzia: ecco perché ho scelto di essere freelance

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Ben ritrovati sul mio blog

Nel corso degli anni, nella mia esperienza come web designer, mi sono accorto di un cambiamento sempre più assiduo da parte dei clienti. Un cambiamento legato alle esigenze, ma non esigenze basate sul vezzo, sul pretendere chissà quale stranezza, ma delle vere e proprie richieste fondate sulla personalizzazione del servizio.

Una ricerca sempre più attenta e più cucita su misura che, a quanto pare, le agenzie o peggio ancora le grandi agenzie, fanno proprio fatica ad interpretare e a soddisfare, perché più fissate sui processi e sulle automazioni.

Ecco che in quel momento ho capito che qualcosa non andava e, se fossi rimasto dipendente di qualche agenzia web, molto probabilmente sarei sprofondato. La crisi c’è stata ed è ancora presente, questo è innegabile, ma come dicono i guru del personal coaching, in ogni periodo di crisi è presente un periodo di opportunità.

A me è sempre piaciuto stare con i piedi per terra senza fantasticare molto, ma forse, forse non è poi così errato cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno.

Mi spiego.

Se vi sono diverse agenzie web che rendono standard i servizi che erogano occorre trovare assolutamente una seria alternativa, che risponda adeguatamente alle esigenze dei clienti che invece pretendono personalizzazione…giustamente!

A questo proposito voglio fare riferimento ad una persona a me molto cara: Beau Toskich che col suo libro “Da treno a taxi” dipinge perfettamente il quadro nel quale ci troviamo, oramai da diversi anni, ma che ancora (purtroppo per gli altri, ma per mia fortuna no) diverse agenzie fanno proprio fatica ad assimilare.

Beau Toskich in questo libro crea un parallelismo dove troviamo l’agenzia treno contro l’agenzia taxi. Il cliente è il passeggero.

Quando un passeggero deve recarsi in un posto può prendere il treno oppure il taxi. Nel caso del treno deve sottostare a tutte le regole imposte dal treno, quindi l’orario del treno, le fermate del treno, i ritardi del treno… Nel caso del taxi è diametralmente opposto poiché è il taxi che va incontro totalmente alle esigenze del passeggero, andandolo a prendere sotto casa all’orario più consono e lo porta alla destinazione che desidera. Questo senza la minima complicazione, senza ritardo, senza problemi.

Ecco, questo è il tipo di lavoro e personalizzazione che intendo io ed è proprio per questo che quando mi chiedono come mai faccio il freelance rispondo semplicemente perché mi piace rispondere alle esigenze dei clienti e renderli felici, senza omologare nulla, ascoltando sempre e fornendo loro la miglior soluzione, il miglior sistema per partire dal punto A e arrivare al punto B.

Quali sono le differenze tra un freelance e una grande agenzia?

Sicuramente il confronto diretto senza altri interlocutori, come potrebbe essere una segretaria, piuttosto che una reception. Confrontarsi direttamente, attraverso una semplice telefonata o whatsapp che nell’arco di un paio di minuti risolve un problema che magari, se avessi avuto una segretaria, avrebbe scritto un post it il venerdì pomeriggio per poi finire nel dimenticatoio.

A volte rispondo anche di sabato e di domenica, con moderazione certo, ma con la totale disponibilità e voglia di soddisfare il mio cliente, perché mi piace fargli sapere che io ci sono.

Questo significa velocità e disponibilità, nel rispondere alle telefonate, alle email e alle chat.

Ti sembra poco?

Prova a farlo con quelle web agency o peggio ancora grandi agenzie che alle 18 del venerdì pomeriggio fanno cadere la penna sul foglio per riprenderla il lunedì mattina, con scazzo, quasi fossero degli impiegati pubblici.

Ecco, tutto questo non fa per me.

Io con i miei clienti (non tutti certo) entro talmente in intimità che a volte mi chiedo cosa posso avere di così speciale. Ma poi mi rispondo da solo, anzi, leggo i feedback che mi lasciano e capisco che tutto il percorso che ho intrapreso fino adesso, alla fine, non è poi così male.

L’importanza dei feedback da parte del cliente

Periodicamente mi sento con i miei clienti. Anche una semplice telefonata per sapere come va, come stanno andando le cose, le sue cose, che automaticamente diventano anche le mie. Questo nel tempo mi ha permesso, e mi permette tutt’ora, di non trovarmi spiazzato con un cliente, dove magari credevo andasse tutto bene, ma in realtà era esattamente il contrario.

Oppure, semplicemente, aveva delle aspettative differenti, rispetto a quello che sono stato in grado di offrirgli.

Ricevere il feedback dal cliente è FONDAMENTALE perché è la bussola che ti fa capire dove stai andando e soprattutto se il vento in poppa è davvero corretto oppure occorre averne di più.

Come dice anche Beau Toskich in un video, nel caso il cliente ti abbandonasse, dicendo che preferisce andare alla concorrenza, non prendertela. Offrigli piuttosto un pranzo e chiedigli espressamente come mai abbia scelto loro a te.

Perché i feedback sono un’arma molto potente, a volte ti portano il sorriso, a volte possono essere pugnalate, ma rimangono doverosi. Non è possibile avere un business di qualsiasi dimensione ed entità, senza ricevere e monitorare il pensiero dei clienti.

Lavorare sulla difesa, poi pensare all’attacco

Quando hai un cliente non lo devi considerare, come fanno molti, solo come “colui che paga le fatture”. Il cliente occorre seguirlo, coccolarlo, stargli vicino.

Con l’avvento della tecnologia questo aspetto è venuto a meno, ma l’errore che spesso viene fatto è proprio quello che la tecnologia possa sostituire tutto. Non è così.

Il calore umano, i rapporti e tutto ciò che ruota attorno alle relazioni, questo (per fortuna) non può essere sostituito da alcuna macchina e gli stessi principi primordiali devono essere necessariamente rispettati.

Se ci pensi, questo è del tutto conveniente. Perché conviene tenersi i clienti e non perderli, perché ogni volta che perdi un cliente, poi, ne devi conquistare due, non più uno, altrimenti sei in perdita.

Come accennavo nell’articolo sul referral marketing, più un cliente si affeziona a te, più il suo rapporto sarà longevo, non ti abbandonerà e molto probabilmente ti consiglierà ad altre persone, creando un forte passaparola positivo.

Per concludere ti voglio lasciare alla visione di un video di Beau Toskich che mi ha colpito molto, un po’ per come parla, ma sicuramente per i contenuti. Schietti, sinceri e senza mezzi termini e sono proprio quelli che piacciono a me.

Alla prossima!

Gianluigi Canducci

Mi chiamo Gianluigi Canducci, sono un esperto in web marketing, web designer, consulente e social media manager con sede a Cervia tra le province di RiminiRavenna e Forlì Cesena. Ho oltre 10 anni di esperienza nel campo e assieme ai miei collaboratori mi occupo della gestione di account Instagram e gestione pagine Facebook e della loro sponsorizzazione con annunci pubblicitari social ads mirati, di realizzazione di App personalizzate e di indicizzazione di siti web su Google. Sono a disposizione di piccole e medie imprese, freelance e brand personali in cerca di una figura con esperienza e dedizione.

Ultima modifica: Sabato 17 Ottobre 2020