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Martedì, 25 Luglio 2017

Come risolvere i problemi più comuni di user experience?

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Benvenuti sul blog di Gianluigi Canducci, web designer a Rimini, Milano Marittima, Forlì Cesena e Ravenna.

Ogni progetto web volto a monetizzare deve riuscire ad attirare una quantità di visite sufficienti a generare apprezzabili conversioni, a tale scopo deve riuscire a mantenere le persone all’interno del portale abbastanza tempo da maturare un’opinione positiva sulle soluzioni offerte, per procedere all’acquisto oppure per rispondere a una precisa call to action (es. iscriversi alla newsletter, scaricare una demo ecc.).

Il visitatore deve essere invogliato a navigare e a visitare sempre maggiori contenuti, pertanto occorre ridurre quei fattori fronte di frustrazione e insoddisfazione che possono portarlo fuori dal portale.

Scopriamo come risolvere i problemi più comuni di user experience che fanno scappare gli utenti dal tuo sito web

Mancanza di call to action

Può sembrare improbabile, ma un sito web può soffrire di un'assenza di finalizzazioni delle visite verso una specifica call to action in grado di generare effettivi ritorni, vanificando pertanto la profittabilità delle visite guadagnate.

Ciò può accadere in quanto chi commissiona i testi per siti web non ha ben chiaro dove posizionare richiami all’azione per ottenere dei riscontri misurabili. Per risolvere questa problematica puoi servirti di tool come Crazyegg che analizzano il tuo sito ed evidenziano le aree “calde” nelle quali i visitatori cliccano più frequentemente, in questo modo potrai inserire inviti all’azione specifici e congegnati con una grafica accattivante per il genere di audience al quale ti rivolgi.

Eccessivi annunci pubblicitari

Se gestisci un progetto editoriale volto a monetizzare, chiaramente devi avere sempre a cuore e mediare una coppia di interessi:

  • l’incremento costante di visite interessate alle soluzioni e ai prodotti forniti
  • che l’esperienza di navigazione sia sempre soddisfacente rispetto alla media del settore, per evitare di perdere visitatori dissuasi da eccessiva lentezza di caricamento oppure da difficoltà nel raggiungere gli elementi di interesse

I progetti che si finanziano con gli ads pubblicitari hanno tutto l’interesse a far comparire quanti più popup possibili, ma ragionevolmente essi rallentano la navigazione e impediscono una normale consultazione dei contenuti. Nel caso in cui si parli di portali con consistenti contenuti informativi, che quindi guadagnano visibilità specialmente da traffico organico ma nei quali raramente si è gli unici a offrire quel genere di informazioni, l’abbondanza di annunci pubblicitari può disincentivare i navigatori a continuare nella navigazione e spingerli tra le braccia dei competitor. Ricordiamo anche la penalizzazione Mobile Interstitial Penality che punisce la visualizzazione da mobile afflitta da intrusivi annunci pubblicitari, a testimoniare l’impegno che Google spende nel garantire la piacevolezza della navigare da tablet e smartphone.

I banner “a interruzione” in genere sono la tipologia più fastidiosa per gli utenti dato che sottraggono tempo alla lettura per rimuovere l’annuncio bloccante e procedere: a meno che tu non offra un contenuto davvero irripetibile per il quale scansare gli annunci promozionali ne valga indubbiamente la pena, ti sconsiglio di ricorrere a questi strumenti ma di optare al limite per banner o annunci laterali in modo che siano ugualmente percepiti dai navigatori ma allo stesso tempo non distraggano dalla fruizione.

Mancata rispondenza all’intento di ricerca

Il tanto discusso presunto aggiornamento di Google Panda noto come Fred ha colpito una valanga di portali informativi e, mentre si discute ancora su quale sia il massimo comune denominatore dietro le penalizzazioni, si ha avuto il sentore che Fred abbia prodotto un rematching tra le query digitate e i risultati forniti in merito alla rispondenza o meno all’intento di ricerca.

A quanto pare, il nuovo aggiornamento di algoritmo tende a penalizzare coloro che mettono la user experience in secondo piano, e ciò coinvolge anche l’esperienza di navigazione - la velocità di caricamento si dimostra sempre più fondamentale specialmente nel caso dei mobile - e la capacità di rispondere prontamente alla domanda alla base della query digitata.

Tutte le volte che ci si dilunga per mantenere il più lungo possibile i visitatori sul sito, a toccare quanti più argomenti nel tentativo di espandere l’argomento senza offrire risposte concrete alle premesse, in realtà ci si allontana dallo scopo effettivo della visita.

I contenuti effettivamente di valore pertanto devono offrire:

  • risposte consistenti, senza eccedere nell’ampliamento spropositato della lunghezza fine a se stesso
  • rilevanza rispetto l’intento di ricerca
  • coerenza tematica rispetto al resto degli argomenti del proprio portale (i portali generalisti, a causa della poca attinenza tra i temi trattati e la difficoltà di approfondire una determinata risposta - stanno vivendo recentemente una maggiore difficoltà a posizionarsi)

L’ottimizzazione per attività locali

Un altro fattore relativo al miglioramento della user experience consiste nell’offrire contenuti legati alle ricerche locali, che permettano agli utenti di focalizzarsi sulle esigenze vive al momento in cui formula la ricerca: chi digita da mobile “sostituzione gomma forata”, ad esempio, non cerca una guida su come rattoppare una gomma ma bensì la posizione, gli orari e magari i costi del gommista più vicino a lui, oltre che a tutte le altre informazioni necessarie a risolvere l’esigenza impellente.

Nel caso delle attività legate al territorio, ignorare le ricerche locali costituisce un grande errore. Le ricerche da smartphone - almeno un quinto del totale -, svolte in genere quando si è in viaggio, conferiscono implicitamente un significato territoriale alle query che restringe la rosa di risultati idonei a soddisfare l’intento di ricerca. I risultati restituiti sono quindi un amalgama di pagine sponsorizzate e di articoli geolocalizzati nei dintorni di chi digita la ricerca.

Per questa ragione i contenuti sono spesso arricchiti da locazioni quali “nelle vicinanze”, “vicino a me”, “nei dintorni” dato che il motore di ricerca mette direttamente in secondo piano quelli collocati in altre aree geografiche oppure che non offrono sensibili segnali sulla località.

Il matching tra informazioni sulla localizzazione e query geolocalizzate permette a ristoranti, bar, hotel, studi medici, parrucchieri, negozi di intercettare visite facilmente convertibili in quanto già a stato avanzato del funnel di vendita (ad esempio, chi cerca “ristoranti vicino a me” è intenzionato ad andare a cenare quella sera stessa).

Ottimizzando i contenuti per ricerche locali si ha la possibilità di comparire:

  • tra risultati organici di Google
  • nel box in evidenza delle attività locali in alto a destra
  • con contenuti esterni quali post degli account social configurati come attività locali

Puoi procedere a inserire termini di geolocalizzazione per aumentare la rilevanza per i navigatori all’interno di

  • Title dell’articolo (dando la precedenza a sinistra all’indicazione geografica)
  • Description (per aumentare le probabilità che il lettore comprensa subito l’attinenza alle ricerca)
  • Tag <H> interni
  • Contenuto dell’articolo

Per introdurre notevoli variazioni di formule geografiche e di evitare di apparire come un volgare spammer, puoi utilizzare un tool come SEO Hero.tech per scoprire quali sono i termini più frequenti e rilevanti per i siti dei competitori e impiegarli all’interno dei tuoi stessi contenuti.

Pagine non raggiungibili

Quante volte ti è capitato di seguire un risultato dei motori di ricerca per poi capitare su una misera pagina 404 che ti ha lasciato a bocca asciutta? Grazie a strumenti come BrokenLinkChecker e 404Checker puoi individuare le pagine del tuo portale che restituiscono stato di errore e provvedere a reindirizzarle ai contenuti più attinenti attualmente presenti.

E tu, cosa ne pensi? Sei d’accordo con queste considerazioni sulle più comuni problematiche che affossano la redditività del tuo sito web?

Gianluigi Canducci

Gianluigi Canducci

Sono un grafico pubblicitario e web designer freelance con oltre 10 anni di esperienza, vivo a Cervia ma lavoro anche a Rimini, Forlì e Cesena, Riccione, Cesenatico, Milano Marittima, Ravenna e più in generale su tutto il territorio nazionale. Sono specializzato nella comunicazione per immagini e nello sviluppo per il web e unisco queste mie passioni per creare campagne promozionali in rete dalla grafica condivisa e accattivante. Realizzo e gestisco siti aziendali, e-commerce e blog, curo progetti grafici elaborati come loghi, bigliettini da visita, brochure, volantini e newsletter per aziende e professionisti locali.

Anche se sono un freelance amo lo stesso lavorare in team! Nel corso degli anni ho messo insieme una squadra di professionisti specializzati con cui collaboro per offrire ai miei clienti un servizio ancora più ricco, completo e vantaggioso. Hai bisogno di una consulenza? Sono qui per aiutarti, scrivimi per ricevere un preventivo senza impegno!

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